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01ottProtocolli multidisciplinari: 5 consigli per collaborare Un protocollo è un complesso di regole e procedure alle quali attenersi, un protocollo multidisciplinare è un complesso di regole e procedure ideate per coinvolgere diverse discipline e far sì…

Un protocollo è un complesso di regole e procedure alle quali attenersi, un protocollo multidisciplinare è un complesso di regole e procedure ideate per coinvolgere diverse discipline e far sì che possano dialogare tra loro con un linguaggio comune.
Fin qui sarebbe tutto semplice, in fondo si tratta di un approccio che dovrebbe semplificare. Eppure non sempre è così.

 

“Inizi prima dalla bocca? O dalla vista? La comparazione di quel grafico con l’altro la fai prima o dopo?”.
Spesso l’approccio ai protocolli disciplinari dipende dalla propria specialità, per cui ciò che dovrebbe essere un mezzo per comunicare più facilmente viene personalizzato eccessivamente perdendo la sua efficacia di “facilitatore”.

Prendiamo quindi in considerazione 5 semplici consigli che aiuteranno a mantenere efficace l’impiego di un protocollo multidisciplinare in particolare rapportato ai professionisti della postura.

 

1.       Scegliere l’impiego di apparecchiature comuni che restituiscano dati oggettivi.

L’utilizzo di grafici e numeri consente uno scambio rapido di informazioni non interpretate. Tra colleghi sarà possibile quindi confrontarsi innanzitutto sull’oggettività, per poi passare a considerazioni diagnostiche legate alla propria competenza.

 

2.       Usare cartelle cliniche computerizzate.

Attualmente molti professionisti della salute impiegano i mezzi informatici per registrare le schede pazienti, se si vuole collaborare con altri colleghi diventa praticamente indispensabile. A meno che non si voglia far correre il paziente da uno studio all’altro con dei “pizzini” nella speranza che l’informazione passi.

 

3.       Comunicare, sempre.

Per lavorare in modo multidisciplinare è necessario volerlo fare davvero. Bisogna quindi sforzarsi di comunicare sia col paziente, sia coi colleghi per avere un confronto continuo e poter studiare dei percorsi terapeutici integrati ed efficaci.

 

4.       Collaborare con colleghi stimati.

Sembrerà banale, ma è necessario avere stima e fiducia nei confronti dei colleghi che formeranno il team multidisciplinare. Potreste non avere sempre la stessa opinione, ma il rapporto che avrete creato vi permetterà di prendere in considerazione anche un altro punto di vista.

 

5.       Fare delle eccezioni per il bene del paziente.

Nonostante un perfetto approccio multisciplinare e un rispetto del protocollo, il paziente non risponde ai trattamenti. Bene, è il momento di fare un’eccezione e di mettere per un attimo da parte le regole e le procedure per una nuova valutazione. Ovviamente in team!

 

Autore: Silvia Zanfrini